Il non

Tratto da "L'amore dello Spirito" di Bert Hellinger

Un monaco, alla ricerca della verità, 
pregò un commerciante al mercato 
di fargli un'offerta.
Il commerciante prima lo guardò a lungo 
e poi, mentre gli faceva l'offerta, gli chiese:
«Come puoi chiedere a me 
ciò che ti manca per vivere, 
pur considerando inferiore 
me e il mio modo di vivere, 
che ti permettiamo di sopravvivere?".
Il monaco rispose:
"In confronto a ciò che di più grande sto cercando, 
il resto appare
poca cosa».

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La svolta del destino

Tratto da "Riconoscere ciò che è" di Bert Hellinger

Lei parla così tanto della dedizione al destino. In che rapporto sta con l'impegno?

Il destino è qualcosa che è predeterminato a qualcuno e non lo si può definire con precisione. Una persona che si impegna si sente chiamata a qualcosa.

Esiste una predestinazione per ogni persona?

Predestinazione è una parola grossa. Preferisco dire: siamo presi a servizio. Ciò ha a che fare con una meta, verso la quale la persona si dirige. D'altronde il singolo è limitato dalle circostanze: per esempio da malattie, costituzione fisica, nazione e popolo. Egli si sviluppa all'interno dei limiti prestabiliti. Se si accorda a essi, ne trae forza per una vita piena e soddisfacente.

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𝐏𝐑𝐄𝐆𝐇𝐈𝐄𝐑𝐀 𝐀𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐍𝐓𝐄𝐍𝐀𝐓𝐈

𝐏𝐑𝐄𝐆𝐇𝐈𝐄𝐑𝐀 𝐀𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐍𝐓𝐄𝐍𝐀𝐓𝐈
di 𝐵𝑒𝑟𝑡 𝐻𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑔𝑒𝑟

Cari genitori, nonni ed altri antenati,
per aver tessuto la mia strada,
immensa gratitudine per l’immensità dei vostri sogni 
che sono oggi la mia realtà.

Da questo punto e con tanto amore,
dò luce alla tristezza che c’è stata nelle generazioni passate,
dò luce alla rabbia,
agli scherzi prematuri,
ai nomi non detti,
alle destinazioni tragiche.

Dò luce alla freccia
che ha tagliato i sentieri
e ci ha reso la strada più facile.

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Compensazione, amore e vendetta

Chi si ritiene troppo buono per essere cattivo distrugge la relazione

Tratto da "Riconoscere ciò che è" di Bert Hellinger

Se qualcuno mi fa del male, sento l'esigenza di danneggiarlo in qualche modo anch'io. È un'esigenza di vendetta. Se mi riesce, l'equilibrio si ristabilisce.
Se invece semplicemente perdono chi mi fa del male, rimango in una posizione di superiorità, e l'altro non può più fare nulla per tornare a instaurare un rapporto di uguaglianza - a meno che non diventi ancora più cattivo con me.
In effetti, se per motivi ideologici o religiosi l'esigenza di compensazione nel male viene disprezzata, si avranno delle brutte conseguenze. Un tale atteggiamento viola l'esigenza di compensazione.

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