IL RITORNO tratto da "I due volti dell'amore" di Bert Hellinger
Questo e' un invito a fare un viaggio a ritroso nel tempo, a visitare un luogo dove molti anni fa accaddero delle cose, come vecchi soldati che anni dopo la tregua camminassero sul campo di battaglia che li ha messi alla prova. Ora ogni pericolo e' passato e le difficolta' sono state tutte superate. Le cicatrici della terra sono nascoste. L'erba e' ricresciuta da tempo, i fiori di campo sbocciano, i cespugli di lamponi sono carichi e i frutti profumano l'aria. Potrebbe persino essere difficile riconoscere il posto; sembra cosi' diverso da come lo ricordavamo, e ci serve aiuto per orientarci.
Questo viaggio permette a ciascuno di noi, secondo i desideri individuali, di vedere tutto, ma non in una volta sola; di fare esperienza di tutto, ma non senza protezione. In questo modo, sara' possibile distinguere cio' che e' importante da cio' che non lo e'. E chiunque, se preferisce, puo' mandare qualcun altro al suo posto, come un sognatore che rimane comodamente seduto a casa in poltrona, guardando con gli occhi chiusi. Il sognatore compie il viaggio, fa fronte a tutto cio' che deve essere risolto e rimane comunque al sicuro a casa a dormire.
Il viaggio ci porta in una citta' che un tempo era ricca e famosa e che ora e' una citta' fantasma riempita solo dal vuoto. Le miniere da cui si estraeva l' oro sono andate in rovina, le case vuote sono ancora intatte, il teatro e' in buono stato e aspetta il pubblico. Ma tutto e' stato abbandonato e sono rimasti solo i ricordi.
Chiunque vada li' cerca e trova una guida e, seguendola, raggiunge il luogo in cui i ricordi si risvegliano. Questo e' il posto in cui tanto tempo fa sono successi fatti dolorosi. Ma adesso splende il sole, e riscalda la citta' abbandonata. Le strade, un tempo animate,sono tranquille.
Il viaggiatore vaga su e giu' per le strade e trova la casa che ricorda, ma non osa entrare. La guida entra da sola, per vedere se ci sono pericoli e per fare il punto su cosa e' rimasto di cio' che c' era un tempo.
Mentre aspetta all' esterno, il viaggiatore osserva la strada vuota e ricorda i vicini e i vecchi amici; ricorda le risate, gli scherzi innocenti di un bambino pieno di gioia di vivere, curioso di provare cose nuove, attratto dall' avventura e dall' ignoto, desideroso di sfidare la paura. E cosi' il tempo passa.
La guida gli fa un cenno con la mano. Il viaggiatore varca l' ingresso della casa e sa chi avrebbe potuto aiutare quel bambino a superare le difficolta' di allora: persone forti, consapevoli e capaci di amare. E' come se quelle persone fossero ancora presenti, come se fosse ancora possibile udire le loro voci e sentire la forza del loro sostegno. La guida prende per mano il viaggiatore e insieme i due vanno oltre.
Stringendo forte la mano della guida, il viaggiatore osserva la stanza con calma, notando prima una cosa, poi un' altra e poi vedendo tutto esattamente come e' accaduto. E' strano come tutto appaia diverso quando quando lo si osserva da una posizione di equilibrio, in compagnia di una guida. Ricordi da tempo rimossi riaffiorano in sicurezza, e molti frammenti ritrovano il proprio posto nell' insieme. Il viaggiatore aspetta pazientemente finche' non capisce.
Insieme ai ricordi ,emergono vecchie emozioni, e insieme al dolore si sente anche l' amore. E' come tornare a casa, sapendo cosa durera' al di la' del desiderio di vendetta e di cio' che e' giusto e sbagliato, sapendo che il destino seguira' il suo corso, che l' umilta' ci guarira' e che la delicatezza di spirito ci portera' pace. Il viaggiatore respira profondamente, rilasciando le tensioni a lungo trattenute e che ora scorrono via come acqua nella sabbia del deserto.
Poi la guida si gira e dice : "Forse ti sei portato via qualcosa da qui che non ti apparteneva: magari la colpa di qualcuno o una malattia, oppure una convinzione o un sentimento non tuo. Potrebbe trattarsi di una decisione che hai preso allora e che ti ha fatto del male. Tutte queste cose le devi lasciare qui, perche' questo e' il loro posto ".
Le parole producono il loro effetto. Facendo un profondo sospiro, il viaggiatore prova un grande sollievo, perche' finalmente si libera di un grosso peso. La guida parla di nuovo : "Forse allora hai abbandonato qualcosa che avresti dovuto portare con te. Potrebbe trattarsi di una capacita' o di un desiderio, di un senso di colpa o di innocenza, forse di un ricordo o di una speranza, o del coraggio di vivere la vita fino in fondo. Raccogli quello che hai perso, o che hai lasciato qui, e portatelo nel futuro".
Anche queste parole fanno il loro effetto. Pensando a cio' cui ha rinunciato e reclamando quello che gli spetta, il viaggiatore sente la terra sotto i piedi e sente crescere il peso della concretezza della sua persona.
La guida lo conduce ancora piu' lontano, fino a quando arrivano davanti a una porta nascosta. La aprono, e trovano infine cio' che riconcilia.
Ora non c'e' rimasto piu' niente da risolvere in questo vecchio posto. Sentendosi pronto, il viaggiatore ringrazia la guida, si gira e incomincia a tornare indietro. Quando e' di nuovo a casa, si prende tutto il tempo necessario per abituarsi alla liberta' e alla forza cha ha appena trovato. Ma in cuor suo gia' pensa al prossimo viaggio, che stavolta sara' in una terra nuova e sconosciuta.
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