Lo Spirito
Alcune riflessioni tratte dal libro "Mistica naturale" di Bert Hellinger
C'è forse una pretesa nei confronti dello spirito, come se dovesse essere lì per noi ogni volta che ne abbiamo bisogno? Cosa importerebbe, a lui, di una pretesa simile? Come potrebbe riguardarlo? Non è forse vero che lo spirito si sottrae alle nostre pretese all'infinito? ciò che siamo e ci aspetta non è già pensato da lui?
Certo che siamo pensati da lui, e insieme a noi tutto il resto. Tutto, né più né meno, è pensato da lui. Ogni singola cosa è pensata con un movimento che gli appartiene, in accordo con il suo essere e la sua determinazione.
In questo senso, a volte, le nostre pretese sono lecite. Ma solo quelle pensate dallo spirito perché appartengono al nostro movimento e al movimento di coloro che sono con noi e accanto a noi. Queste pretese sono in armonia con ciò che lo spirito ha pensato. Ed è in armonia con lo spirito che bisogna farle valere.
Queste pretese sono pure. E sono percepite come benefiche. Al tempo stesso sono pretese che lo spirito ha nei nostri confronti. Nel sottometterci a loro, ci sottomettiamo allo spirito e stabiliamo con lui un contatto profondo, un contatto attivo.
Per quanto suoni strano, le pretese di questo genere e il coraggio di imporle con forza comportano una rinuncia. Rinunciamo alla comodità che spesso deriva dal rinunciare a una pretesa in accordo con lo spirito. Le pretese dello spirito fanno evolvere noi e gli altri. Mentre la comoda rinuncia a quelle pretese paralizza. Impedisce il movimento che farebbe evolvere. Lo blocca e lo trattiene.
Lo spirito potrebbe allora sollevare delle pretese nei nostri confronti imponendoci, per esempio, ordini o divieti? Può pretendere da noi più di quanto ha pensato? È possibile allontanarsi dal suo pensiero o decidere di contrastarlo? Il pensiero dello spirito non si impone comunque, qualsiasi cosa facciamo o non facciamo? Quello che ci sembra un allontanamento, non potrebbe essere solo parte di un'esperienza di apprendimento che attraverso le sue conseguenze impone con forza ancora maggiore ciò che lo spirito ha pensato?
Lo spirito ci ricompensa per averlo seguito? Ci punisce se tentiamo di eluderlo? Che importa a lui se lo seguiamo oppure tentiamo di sfuggirgli? Seguirlo ci aiuta, mentre sfuggirgli ci danneggia? Fa qualche differenza per lui e per noi, dal momento che alla fine tutto è esattamente come lo pensa lui?
Qualunque cosa facciamo e qualunque sia il nostro comportamento, tutto è opera dello spirito, ed è così com'è perché lo spirito lo pensa così com'è. Noi lo seguiamo con tutto ciò che il suo pensiero pretende da noi e con tutto ciò che a noi porta, e crescendo interiormente cominciamo a pensare con una consapevolezza sempre maggiore così come pensa lui, a essere sì come ci pensa lui, a muoverci così come ci muove lui.
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