Tutti i bambini sono buoni, e anche i loro genitori

Tratto da "Guardare nell'anima dei bambini" di Bert Hellinger

L'amore nascosto

HELLINGER: L'affermazione "Tutti i bambini sono buoni, e anche i loro genitori” creerà forse qualche dissenso. Com'è possibile? Le implicazioni di quest'affermazione sono molto ampie. Stabilisce contestualmente che anche noi siamo buoni, che siamo stati buoni da bambini e che continuiamo a esserlo. Stabilisce che anche i nostri genitori sono buoni, perché sono stati bambini, che da bambini erano buoni e che lo sono anche da genitori.

Desidero spiegare ciò che sta alla base di questa frase, al di là di ciò che traspare dalle parole: "Ma il bambino ha fatto questo, ma i genitori hanno fatto quello".
Lo hanno fatto. Ma perché? Per amore.
Ora lo spiegherò approfonditamente e insieme faremo alcuni esercizi che vi aiuteranno a verificare nella vostra anima che cosa significa veramente essere buoni. Ovviamente la conclusione, ve la anticipo già, è che ognuno è buono così com'è. Che è buono proprio perché è così com'è. Che proprio per questo non dobbiamo chiederci se noi stessi, i nostri figli o i nostri genitori sono buoni o cattivi. Talvolta il nostro sguardo è offuscato e non vediamo dove siamo buoni, dove i bambini sono buoni e dove lo sono i loro genitori. Desidero spiegarvelo, prima di immedesimarci.

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Carenze dell'amore

Tratto da "Riflessioni per l'anima" di Bert Hellinger

Veniamo generati con amore o almeno cosi dovrebbe essere.
Anche là dove l'impulso sembra prendere il sopravvento, è il desiderio di unità e di fusione che attrae l'uomo e la donna, che li prende al proprio servizio e li fa diventare genitori. Tuttavia l’unione è più profonda se l'uomo e la donna si sono già trovati precedentemente e si dichiarano pubblicamente una coppia. In questo caso la fusione che genera un bambino viene vissuta e testimoniata come il punto culminante dell'amore e del compimento senza carenze. Ed è così che lo vive, poi, anche il bambino. La sua vita è frutto dell'amore.

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Godimento

Tratto da "Riflessioni per l'anima" di Bert Hellinger

Possiamo godere solo se ci fermiamo, se ci concentriamo su qualcosa di bello e prezioso, vi dedichiamo la nostra completa attenzione, lo rispettiamo e lo accettiamo completamente. Ad esempio una vista panoramica, una musica trascinante, il profumo di una rosa, un pranzo preparato con amore, ritrovare una persona amata, la salute recuperata, anche il successo e un'opera portata a termine.

Il godimento è legato alla gioia e alla sensualità. Esso passa, infatti, prima di tutto attraverso i sensi e attraverso di essi raggiunge l'anima e lo spirito. Vi sono tuttavia delle eccezioni. Spesso godere pienamente richiede una buona compagnia. Abbiamo bisogno degli altri con cui godere qualcosa, ad esempio durante una festa.

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La risonanza

Tratto da "Riflessioni per l'anima" di Bert Hellinger

Risonanza significa rispondere a un'altra persona, a un avvenimento e a un compito con lo stesso slancio che proviene da essi. Ciò consente a ciò che da essi proviene di agire dentro di me. Può cambiare qualcosa in me, mi può ammonire riguardo a idee o azioni che mi allontanano da me stesso invece che avvicinarmi, che mi danno il coraggio di fare ciò che maggiormente corrisponde a essi e a me stesso.
Il contrario della risonanza è la dissonanza. Così come la dissonanza nella musica è sgradevole e dolorosa per le orecchie e l'anima, perfino per il nostro benessere fisico, lo stesso accade quando siamo in dissonanza con un'altra persona o con particolari circostanze o con il nostro corpo e la nostra anima o con ciò che deve essere fatto. Ci sentiamo male, diventiamo inquieti, forse anche confusi e ci allontaniamo dal nostro centro.

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