Aiutare in armonia con le famiglie
Tratto da "L'amore dello Spirito" di Bert Hellinger
Aiutare in armonia con i genitori
Le difficoltà principali per un cliente che si sottopone a psicoterapia dipendono da una separazione. Dall'essere tagliato fuori da qualcosa, soprattutto dai propri genitori, dal padre e dalla madre. È questo il problema principale nella psicoterapia. La maggior parte degli altri problemi è collegata ad esso.
Esiste un metodo di base per risolvere un problema, un metodo molto semplice ed evidente. Si riconduce il cliente dai genitori. Il segreto sta tutto qui, quasi tutto il segreto di una buona psicoterapia.
A ciò si oppone qualcosa. Chi può aiutare qualcuno in questo modo e in questa direzione? Solo qualcuno che ha accettato I propri genitori con amore e che accoglie i genitori del cliente nel proprio cuore con amore. Per questo un bravo facilitatore non permette al cliente di dire qualcosa di negativo sui suoi genitori. Io lo interrompo subito, perché amo i suoi genitori e perché li rispetto. Per me non c'è nulla di più grande dei genitori.
Conoscete qualcosa di più grande dei genitori? Qualcosa degno di una maggiore dignità? Qualcosa che riesce a compiere cose più grandi? Non c'è niente di più grande.
I genitori in quanto tali non commettono errori perché in ciò che hanno fatto per diventare genitori hanno fatto tutto giusto. Non hanno commesso errori. Quindi in relazione all’essenziale, tutti i genitori sono completi.
Guardo questa completezza e la rispetto come la cosa più grande. Qualunque cosa i genitori abbiano fatto o abbiamo mancato di fare, non è cosi importante. Altri possono sostituirli in questo, ma in ciò che hanno fatto per diventare genitori, nessuno avrebbe potuto fare meglio.
Molti di coloro che si lamentano dei propri genitori, guardano gli aspetti secondari, non l'essenziale. In questo modo perdono l'essenziale. Chiunque accusi i propri genitori, sminuisce l'essenziale in se stesso. Diventa più ristretto, piccolo, limitato. Più lo fa, più diventa debole.
Al contrario, se qualcuno guarda l'essenziale e prende la vita dalla sua famiglia pagando il prezzo che è costato ai suoi genitori e che costa a lui, sistema tutto il resto.
Cos'accade se accolgo con rispetto nel mio cuore i genitori di un cliente? Il cliente non può operare un transfer e lo stesso vale per me nei suoi confronti. Queste storie di transfer non mi riguardano più.
Quando un cliente mi guarda, vede che sono legato ai suoi genitori. Li raggiunge attraverso di me. lo non sono un loro sostituto. Non mi metto al loro posto. Quando si trova davanti a me, i genitori che serbo nel mio cuore lo guardano, non sono io a guardarlo. Il loro sguardo e il loro amore mi attraversano. Dopo un po' mi faccio da parte e il figlio incontra i genitori direttamente. Poi accade l'essenziale.
L'armonia con la propria famiglia
Se guardo me stesso, trovo la forza per aiutare se sono in armonia con la mia anima. Come entro in armonia con la mia anima? Guardo i miei genitori. Essi mi hanno dato la vita che, a loro volta, hanno ricevuto dai loro genitori. L'hanno trasmessa a me completamente, senza togliere nulla, esattamente come l’hanno ricevuta. Guardo i miei genitori e dico: "Accetto la vita così come me la avete donata”. Se li guardo in questo modo, prendo la mia vita vita pienamente. Questo é il primo presupposto.
Se accetto la vita in questo modo, accetto anche tutto ciò che è fluito a me attraverso i miei genitori. In tutta la sua pienezza, senza escludere nulla, nemmeno le difficoltà che sono o sono state collegate al dono. Ne fanno parte. Solo cosi sono legato alla pienezza della vita.
Se pensiamo che i nostri genitori debbano essere perfetti secondo la nostra concezione di perfezione, cosa avremmo ricevuto veramente da loro? Di più o di meno? lo credo di meno.
Entrando in collegamento con i miei genitori così come sono, la mia anima diventa ampia. Anche ciò che forse mi è risultato difficile, diventa prezioso e mi fortifica non appena sono in armonia con esso.
Poi guardo ancora più indietro verso i miei antenati. Qualche volta faccio un esercizio. Li guardo tutti, anche coloro che sono morti prematuramente, che non vengono quasi più ricordati e dico: "Sono Bert". Li guardo e mi lascio guardare da loro.
Così entro in contatto con essi e la mia anima si allarga sempre più. Quando sono in armonia con il loro destino, divento forte.
Entrando in armonia con il loro destino, esso diventa fruttuoso per me nel presente, ad esempio se incontro qualcuno che cerca e ha bisogno del mio aiuto. Così li passo tutti in rassegna ed entro in armonia con il mio destino in senso più ampio.
Non come se ci fosse un destino buono e uno cattivo. Il destino così com'è è grande e adeguato. Soprattutto se non guardiamo solo il destino del singolo, ma anche come il suo destino agisce sugli altri. Esso infatti non si conclude con lui. Se sono in armonia con il suo destino, ad esempio anche con la sua morte, agisce attraverso di me come un destino grande e potente e confluisce in ciò che faccio per gli altri. E così che inizia per me l'aiutare.
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